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Case Iacp, esplode la protesta: "Ci prendono in giro"

06-03-2010

Esplode la protesta degli assegnatari delle Case Popolari. Sul tavolo del Commissario dello IACP, Teresio Di Pietro arrivano incessantemente segnalazioni degli inquilini che lamentano la necessità di immediati lavori di manutenzione (muri lesionati, pavimenti da rifare, infissi rotti, umidità persistente, balconi pericolanti, ristrutturazione dei palazzi, bagni fatiscenti). A nessuna di queste segnalazioni, l’avv. Di Pietro dà la dovuta risposta (tanto che ormai si è guadagnato il simpatico appellativo del “sordomuto”). Le scarica al Direttore Generale e all’Ufficio Manutenzioni. Ma anche il direttore generale, ing. Nicola Lembo, ha da sempre infiorettato la sua attività professionale al motto “Quieta non movere” e si è guadagnato sul campo, il simpatico appellativo di “lento pede”.

E così passano giorni, mesi, anni, senza che si intervenga. E gli assegnatari si sentono presi in giro (vedi, il caso clamoroso, delle centinaia di famiglie che abitano le case di Fontanavecchia che dopo appena un anno dall’assegnazione degli alloggi si trovano a vivere nell’indigenza pura, senza che peraltro, la magistratura, pur interessata al caso, intervenga).
A Termoli, i 45 abitanti delle case IACP di Via Amalfi, sono addirittura inferociti. “Ci prendono in giro” gridano ormai senza ritegno, nel costatare che i lavori di ristrutturazione della copertura e del piazzale antistante alle palazzine, iniziati con 4 mesi di “inspiegabile ritardo” (ma solo apparentemente “inspiegabile” alla luce delle suesposte considerazioni) sono stati interrotti, con la conseguenza che continua il disagio dei cittadini che non possono usufruire del garage.
«Gli interventi dovevano essere ultimati lo scorso 6 febbraio, e invece sono partiti il 3 febbraio. Dopo l’interruzione abbiamo più volte contattato l’impresa. Ci hanno detto che i lavori erano interrotti per il maltempo. Ma in questi giorni c’è stato il sole. Ci sentiamo presi in giro e ci rivolgeremo alla magistratura”.
Nonostante sia stato realizzato 9 anni fa, l’edificio versa in condizioni di degrado e pericolosità, a causa delle infiltrazioni d’acqua che creano la muffa nelle abitazioni e delle crepe spaventose che si sono aperte sui muri. La ditta, dopo l’intervento sul tetto del condominio, ha anche lasciato, vicino agli ingressi, le canne fumarie sostituite: «Hanno detto che dovevamo pensare noi a smaltirli”.

 

 

Luca Martino

 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

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