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LONDRA
- Robin Hood rubava sì ai ricchi, ma i soldi ai poveri li prestava,
anziché regalarli. E' questa la tesi contenuta in un nuovo libro,
secondo il quale il leggendario fuorilegge della foresta di Sherwood fu
in realtà uno dei primi usurai e faceva tra l'altro parte dell'ordine
dei Templari.
John Paul Davis, autore del volume 'Robin Hood: the Unknown Templar', ha
elaborato la sua teoria studiando alcuni passaggi di un'antica ballata
inglese che racconta come Robin Hood avesse prestato 400 sterline a un
cavaliere che aveva un grosso debito con un abate.
Nella ballata, intitolata a 'A Gest of Robyn Hode' e che rappresenta uno
dei primi riferimenti in forma scritta al celebre fuorilegge, Robin
chiede al cavaliere se qualcuno può garantire per lui e poi accetta di
prestargli i soldi, che dovranno essergli restituiti entro un anno.
Più avanti nella ballata, che risale al Cinquecento, il cavaliere torna
da Robin e gli offre di restituirgli i soldi con un piccolo extra. Il
fuorilegge si rifiuta tuttavia di accettare i soldi, dicendo di averli
già rubati all'abate per punirli della sua avidità e dice al cavaliere
che sarebbe sbagliato per lui farsi dare i soldi due volte.
Secondo Davis inoltre, quanto descritto nella ballata proverebbe anche
che Robin Hood era un membro dell'ordine dei Templari. Quel tipo di
prestito era infatti praticato all'epoca soltanto dai Templari e
trattandosi di una cifra molto grossa, "dietro al prestito - afferma
Davis - doveva esserci una grossa organizzazione e non soltanto un
fuorilegge solitario". |
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