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La risposta di Massimo Romano a Ignazio Annunziata

24-06-2011
 
 

Alla c.a. Egr. sig. Direttore La Gazzetta del Molise

e p.c. spett.le Ordine dei giornalisti

Spett.le Assostampa

Spett.li Organi di informazione

Procura della repubblica Tribunale di Campobasso

Spett.le Procura della Repubblica di Roma

Procura della Corte dei Conti del Molise

 

Oggetto: replica articolo – a firma di Ignazio Annunziata - “E’ Romano quello che mente sapendo di mentire” (La Gazzetta del Molise -22 giugno 2011, pg. 1 – tapiro- e 3) ai sensi dell’art. 7 della Legge 8/02/48 n. 47.

 

Con riferimento agli articoli descritti in premessa (tapiro pg. 1 e articolo pg. 3 “E’ Romano quello che mente sapendo di mentire”, La Gazzetta del Molise, 22 giugno 2011), si invita la SS.VV. a provvedere, ai sensi dell’art. 7 della legge 8/2/48 n. 47, alla pubblicazione della presente replica pubblicando integralmente il presente testo, per ristabilire la verità, con la medesima veste tipografica e con lo stesso risalto dell’originaria notizia.

“Egregio direttore,
avendo apprezzato il coraggio che stavolta ha dimostrato nel firmare l’articolo (il precedente, come è noto, era anonimo), desidero innanzitutto tranquillizzarLa sul fatto che non ho, e per fortuna non ho mai avuto, manie di persecuzione: infatti non credo affatto che “l’universo mondo ce l’abbia con” me, mentre sono convinto, ed ho fornito ampie dettagliate e reiterate prove documentali sul fatto che alcuni organi di informazione censurino molto spesso notizie di pubblico interesse, travisino di frequente i fatti, omettano di pubblicare le repliche a notizie false o imprecise, oscurino completamente talune vicende, anche giudiziarie, che riguardano taluni politici.
La tranquillizzo anche sul fatto che non ho l’abitudine di mentire. Anzi, ho il difetto di parlare solo quando sono sufficientemente documentato su cosa dire.
Sono infatti convinto che i predetti comportamenti, in ogni caso deontologicamente assai “discutibili” (ad essere clemente), possano assumere i tratti di fattispecie rilevanti a livello penale ed erariale allorquando quegli stessi organi ricevono finanziamenti pubblici diretti o indiretti per il fine di pubblico interesse di “garantire il pluralismo”: mi riferisco agli editori finanziati a valere sulla legge editoria (l.r. 28/09) dai quali è esclusa la stampa free press (per quanto nell’ultima versione licenziata dalla quarta commissione risultino inopinatamente e casualmente inclusi). Mi riferisco anche, ed in questo caso la Gazzetta è inclusa (eccome se è inclusa), a quelli beneficiari di consistenti commesse e sponsorizzazioni pubblicitarie da parte di società ed enti pubblici economici che sottoscrivono direttamente contratti per alcune decine di migliaia di euro in favore di testate giornalistiche e/o degli stessi editori. Dunque, non “mento affatto sapendo di mentire” ma, cosa differente, “Affermo, sapendo di dire la verità”.
“Affermo, sapendo di dire la verità” anche quando tra le società pubbliche che Le hanno conferito personalmente sponsorizzazioni per alcune migliaia di euro includo anche Solagrital: che evidentemente è una società partecipata dalla Regione per alcuni Milioni di euro, nonché beneficiaria di altrettanti milioni di euro a titolo di prestiti diretti e/o di finanziamenti, e che dunque il suo presidente (per capirci, quello che Lei dovrebbe conoscere molto bene in quanto Le elargisce migliaia di euro di fondi pubblici, gestisce eccome soldi pubblici, e pure tanti): sul punto, basti guardare alla pubblicazione, sul suo giornale, della chiassosa ed esultante notizia, in prima pagina (Gazzetta del luglio 2010), riferita al rigetto di una sospensiva che riguardava un ricorso contro la Solagrital, guarda caso (ma si tratterà solo di una caso) di poco successiva alla percezione di ben 15 mila euro proprio da Solagrital (come da contratto del 26 gennaio 2010).
Ma comprendo che la tesi della natura privata di Solagrital, sia pur incredibilmente, appare molto di moda, considerato che sulla medesima teoria (davvero improbabile ed imprudente in punto di diritto) si fonda anche l’atto di citazione a giudizio per danni che mi è stato notificato proprio da Solagrital e relativamente al quale, come ho già detto, sarò ben felice di difendermi nel processo, affinché sia un giudice a chiarire se sia fondata la scuola di pensiero che propende per il carattere privato (che schiera fior di giuristi come lo stesso Annunziata) oppure quella molto più modesta a cui aderisce il sottoscritto. Dopotutto, sarebbe davvero ed oltremodo grave se la Regione avesse elargito in questi anni direttamente o indirettamente decine di milioni di euro a una società privata senza alcun bando di gara! (sarebbe assurdo, anzi una bestemmia, una calunnia penalmente perseguibile, sarebbe come aver il coraggio di affermare che la Regione sia in affari con partner anonimi dei paradisi fiscali, magari addirittura plurifalliti, oppure addirittura collegati a società coinvolte in un giro di riciclaggio, magari in affari con soggetti della P3, …, insomma cose dell’altro mondo!)
Oltretutto, è la stessa Gazzetta che nei giorni scorsi ha denunziato a tutta pagina la notizia che il figlio dell’assessore regionale Fusco Perrella sarebbe stato assunto in una società collegata proprio alla Solagrital. Ebbene, in quel caso la stessa Solagrital viene (giustamente!) qualificata come “partecipata” dalla Regione (dunque non è privata!?!? Oppure lo è a giorni alterni, in funzione della convenienza?!?!), evidenziando l’ulteriore anomalia (anzi, se del caso, notizia di reato bella e buona) che una società direttamente beneficiata dalla Giunta di cui fa parte e a cui partecipa l’assessore Fusco Perrella assume direttamente e senza concorso proprio (guarda caso) il figlio della stessa (cfr. processo Bain & co. a carico di Iorio). Ed infatti sempre la Gazzetta, anzi proprio lo stesso Annunziata in persona, denunzia lo scandalo di una assunzione in una società “che gestisce soldi pubblici, visto che la Regione finanzia lautamente le attività che l’Assessore Fusco Perrella ha pensato bene di utilizzare per contenere gli effetti della disoccupazione partendo dai propri cari” (2 febbraio 2011).
Chiarito questo profilo, non mi sottraggo alla contestazione in base alla quale il sottoscritto non avrebbe “citato le decine di denunce bipartisan fatte da questo quotidiano (La gazzetta, NdR)….a partire dallo stesso Presidente della Regione Michele Iorio”.
Ebbene, per quanto non ricordi neppure una riga della Gazzetta rivolta contro Michele Iorio (ma probabilmente sarà colpa del mio ufficio stampa che evidentemente me le nasconderà per farmi un dispetto), il problema, per quanto mi riguarda, non è scrivere pro o contro qualcuno. Mi basterebbe che i giornali (e i presunti giornalisti) riferissero i fatti, lasciando a ciascun lettore i giudizi. Sarebbe più che sufficiente.
Detto ciò, confesso (e non lo dico con ironia) di essere un estimatore della Gazzetta, soprattutto quando amplifica a tutta pagina talune inchieste che rappresentano a mio avviso (ma pare che non si tratti di un’opinione isolata) delle vere e proprie notizie di reato che, al contrario, molti altri giornali censurano in tronco.
Mi riferisco in particolare agli articoli relativi alle inchieste sulle assunzioni dei figli di noti politici all’interno di società direttamente beneficiarie di finanziamenti disposti da organi (quali la Giunta) a cui i rispettivi genitori partecipano (su tale ultimo punto, è solo il caso di ricordare che altri esponenti della Giunta, ad esempio lo stesso Presidente Iorio, sono imputati proprio per gli stessi identici fatti), ma anche all’utilizzo, spudoratamente disinvolto e se del caso illecito (ove fosse confermato), delle auto blu da parte di noti esponenti dell’istituzione regionale: è solo il caso di ricordare che il Presidente del Consiglio regionale del Friuli, tal Ballaman, beccato a gironzolare con l’auto istituzionale al di fuori di missioni istituzionali, si è dimesso all’istante per un’inchiesta giornalistica e gli organi competenti (Corte dei conti e Procura) avrebbero aperto inchieste a suo carico (mentre proprio oggi leggo di una sentenza con la quale la Regione Molise è stata condannata, dinanzi al Giudice di Pace di Chieti – sentenza 547 del 20.2010- per avere violato – in detta Provincia – il codice della strada con l’utilizzo degli oramai noti lampeggianti: chi sa quale esponente regionale era stato attratto fuori regione dal dovere di “espletamento di servizi urgenti e di istituto” – incontinenza istituzionale ?; come se non bastasse la Giunta Regionale all’unanimità ha ritenuto pure di fare appello senza neppure indicare di chi si trattava; a che titolo o per quale evento istituzionale si era recato fuori regione e soprattutto per quale ragione aveva ritenuto di utilizzare in lampeggiante in dotazione alle forze di pubblica sicurezza o per sopperire a quali improrogabili situazioni emergenziali).
Visto che in Molise, pur a fronte dell’encomiabile lavoro di inchiesta-denuncia della Gazzetta, non si hanno notizie di aperture di inchieste a carico di eventuali ballaman locali che anche a detta della Gazzetta sembra gironzolino per il Molise in modo assai disinvolto e con le “loro” auto Blu, e che nessuno degli stessi eventuali ballaman locali ha mai neppure lontanamente pensato di dimettersi, provvedo a trasmettere personalmente le copie de La Gazzetta agli organi competenti, al fine di consentire agli stessi organi competenti, qualora non fossero lettori del Suo giornale(sebbene si tratti ormai di fatti oltremodo noti), di valutare se avviare indagini sulla base delle notizie di reato ivi riferite. Oltretutto, l’utilizzo improprio e/o disinvolto e/o se del caso illecito di mezzi di trasporto istituzionale per eventi e/o appuntamenti che esulano da ragioni istituzionali e molto spesso riguardano vicende semplicemente politiche/di partito sembrerebbero essere quanto mai diffuse, anche a livello statale: si pensi, solo di recente, alla visita “istituzionale” del Ministro Romano recatosi a Termoli in elicottero sembrerebbe del Corpo Forestale (come riferito dai giornali) in occasione della campagna elettorale per il candidato presidente della provincia del PDL ripreso da nota stampa e dalle Tv locali.
Lo faccio perché qualora si trattasse di notizie false, immagino che i diretti interessati abbiano già provveduto a denunziare l’accaduto alla magistratura per tutelare la propria immagine evidentemente lesa da tali pubblicazioni da Lei divulgate. Ma considerato che non si ha notizia di querele, e che anzi molto spesso gli stessi soggetti destinatari di “tapiri” e di “paginoni denigratori” si ritrovano di punto in bianco miracolati con “gli oscar” o con “paginoni pubblicitari”, talvolta addirittura per gli stessi fatti, delle due l’una: o si tratta di articoli compensativi-riparatori, oppure subentrano valutazioni editoriali di altro valore.
La presente nota viene dunque trasmessa anche alla Procura della Repubblica di Campobasso e alla procura della Corte dei conti del Molise, con allegati articoli de La Gazzetta che riferiscono notizie di reato connesse all’utilizzo se del caso improprio delle auto blu, includendovi anche articolo sull’analogo caso Friuli-Ballaman, affinché si accerti innanzitutto la fondatezza delle notizie ivi riferite, ovvero che si accerti, per il caso in cui le stesse fossero false, se abbiano costituito oggetto di denunzia per diffamazione e calunnia da parte dei soggetti eventualmente diffamati o calunniati, ovvero che si accertino le ragioni per le quali personaggi pubblici dapprima messi alla berlina (giustamente o ingiustamente) e poi invece encomiati (anche secondo la pregevole tecnica redazionale dell’attribuzione del tapiro e dell’oscar), con improvvisi cambi di rotta, siano da ricondursi ad una libera scelta editoriale/redazionale ovvero ad altre valutazioni di altro valore, se del caso anche economico.
Si trasmette anche copia degli articoli riferiti a Solagrital ed Arena, affinché, ad integrazione dei propri precedenti esposti di pari oggetto, si accerti la eventuale commissione di illeciti nella gestione delle assunzioni ovvero nei rapporti tra Regione e società della filiera avicola.
Ad accertare, inoltre, con riferimento alla DGR 407/2011 se dai fatti in essa riportati, con riferimento all’utilizzo delle auto blu fuori regione e con lampeggianti, si evincano fattispecie rilevanti sotto il profilo penale ed erariale.
Copia della presente si trasmette infine alla Procura della Repubblica di Roma, allegando copia degli articoli di stampa locale relativi alla visita in Molise del Ministro dell’Agricoltura Romano che ha raggiunto Termoli, in occasione della campagna elettorale del candidato presidente della Provincia De Matteis, a bordo dell’elicottero di Stato chiedendo a tal fine anche l’acquisizione dell’apposita cassetta dei regionali TG del 12 e 13 maggio 2011 trasmessi dalle emittenti televisive.

 

 

Massimo Romano
 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 
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