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“Egregio direttore,
avendo apprezzato il coraggio che stavolta ha dimostrato nel firmare
l’articolo (il precedente, come è noto, era anonimo), desidero
innanzitutto tranquillizzarLa sul fatto che non ho, e per fortuna non ho
mai avuto, manie di persecuzione: infatti non credo affatto che
“l’universo mondo ce l’abbia con” me, mentre sono convinto, ed ho
fornito ampie dettagliate e reiterate prove documentali sul fatto che
alcuni organi di informazione censurino molto spesso notizie di pubblico
interesse, travisino di frequente i fatti, omettano di pubblicare le
repliche a notizie false o imprecise, oscurino completamente talune
vicende, anche giudiziarie, che riguardano taluni politici.
La tranquillizzo anche sul fatto che non ho l’abitudine di mentire.
Anzi, ho il difetto di parlare solo quando sono sufficientemente
documentato su cosa dire.
Sono infatti convinto che i predetti comportamenti, in ogni caso
deontologicamente assai “discutibili” (ad essere clemente), possano
assumere i tratti di fattispecie rilevanti a livello penale ed erariale
allorquando quegli stessi organi ricevono finanziamenti pubblici diretti
o indiretti per il fine di pubblico interesse di “garantire il
pluralismo”: mi riferisco agli editori finanziati a valere sulla legge
editoria (l.r. 28/09) dai quali è esclusa la stampa free press (per
quanto nell’ultima versione licenziata dalla quarta commissione
risultino inopinatamente e casualmente inclusi). Mi riferisco anche, ed
in questo caso la Gazzetta è inclusa (eccome se è inclusa), a quelli
beneficiari di consistenti commesse e sponsorizzazioni pubblicitarie da
parte di società ed enti pubblici economici che sottoscrivono
direttamente contratti per alcune decine di migliaia di euro in favore
di testate giornalistiche e/o degli stessi editori. Dunque, non “mento
affatto sapendo di mentire” ma, cosa differente, “Affermo, sapendo di
dire la verità”.
“Affermo, sapendo di dire la verità” anche quando tra le società
pubbliche che Le hanno conferito personalmente sponsorizzazioni per
alcune migliaia di euro includo anche Solagrital: che evidentemente è
una società partecipata dalla Regione per alcuni Milioni di euro, nonché
beneficiaria di altrettanti milioni di euro a titolo di prestiti diretti
e/o di finanziamenti, e che dunque il suo presidente (per capirci,
quello che Lei dovrebbe conoscere molto bene in quanto Le elargisce
migliaia di euro di fondi pubblici, gestisce eccome soldi pubblici, e
pure tanti): sul punto, basti guardare alla pubblicazione, sul suo
giornale, della chiassosa ed esultante notizia, in prima pagina
(Gazzetta del luglio 2010), riferita al rigetto di una sospensiva che
riguardava un ricorso contro la Solagrital, guarda caso (ma si tratterà
solo di una caso) di poco successiva alla percezione di ben 15 mila euro
proprio da Solagrital (come da contratto del 26 gennaio 2010).
Ma comprendo che la tesi della natura privata di Solagrital, sia pur
incredibilmente, appare molto di moda, considerato che sulla medesima
teoria (davvero improbabile ed imprudente in punto di diritto) si fonda
anche l’atto di citazione a giudizio per danni che mi è stato notificato
proprio da Solagrital e relativamente al quale, come ho già detto, sarò
ben felice di difendermi nel processo, affinché sia un giudice a
chiarire se sia fondata la scuola di pensiero che propende per il
carattere privato (che schiera fior di giuristi come lo stesso
Annunziata) oppure quella molto più modesta a cui aderisce il
sottoscritto. Dopotutto, sarebbe davvero ed oltremodo grave se la
Regione avesse elargito in questi anni direttamente o indirettamente
decine di milioni di euro a una società privata senza alcun bando di
gara! (sarebbe assurdo, anzi una bestemmia, una calunnia penalmente
perseguibile, sarebbe come aver il coraggio di affermare che la Regione
sia in affari con partner anonimi dei paradisi fiscali, magari
addirittura plurifalliti, oppure addirittura collegati a società
coinvolte in un giro di riciclaggio, magari in affari con soggetti della
P3, …, insomma cose dell’altro mondo!)
Oltretutto, è la stessa Gazzetta che nei giorni scorsi ha denunziato a
tutta pagina la notizia che il figlio dell’assessore regionale Fusco
Perrella sarebbe stato assunto in una società collegata proprio alla
Solagrital. Ebbene, in quel caso la stessa Solagrital viene
(giustamente!) qualificata come “partecipata” dalla Regione (dunque non
è privata!?!? Oppure lo è a giorni alterni, in funzione della
convenienza?!?!), evidenziando l’ulteriore anomalia (anzi, se del caso,
notizia di reato bella e buona) che una società direttamente beneficiata
dalla Giunta di cui fa parte e a cui partecipa l’assessore Fusco
Perrella assume direttamente e senza concorso proprio (guarda caso) il
figlio della stessa (cfr. processo Bain & co. a carico di Iorio). Ed
infatti sempre la Gazzetta, anzi proprio lo stesso Annunziata in
persona, denunzia lo scandalo di una assunzione in una società “che
gestisce soldi pubblici, visto che la Regione finanzia lautamente le
attività che l’Assessore Fusco Perrella ha pensato bene di utilizzare
per contenere gli effetti della disoccupazione partendo dai propri cari”
(2 febbraio 2011).
Chiarito questo profilo, non mi sottraggo alla contestazione in base
alla quale il sottoscritto non avrebbe “citato le decine di denunce
bipartisan fatte da questo quotidiano (La gazzetta, NdR)….a partire
dallo stesso Presidente della Regione Michele Iorio”.
Ebbene, per quanto non ricordi neppure una riga della Gazzetta rivolta
contro Michele Iorio (ma probabilmente sarà colpa del mio ufficio stampa
che evidentemente me le nasconderà per farmi un dispetto), il problema,
per quanto mi riguarda, non è scrivere pro o contro qualcuno. Mi
basterebbe che i giornali (e i presunti giornalisti) riferissero i
fatti, lasciando a ciascun lettore i giudizi. Sarebbe più che
sufficiente.
Detto ciò, confesso (e non lo dico con ironia) di essere un estimatore
della Gazzetta, soprattutto quando amplifica a tutta pagina talune
inchieste che rappresentano a mio avviso (ma pare che non si tratti di
un’opinione isolata) delle vere e proprie notizie di reato che, al
contrario, molti altri giornali censurano in tronco.
Mi riferisco in particolare agli articoli relativi alle inchieste sulle
assunzioni dei figli di noti politici all’interno di società
direttamente beneficiarie di finanziamenti disposti da organi (quali la
Giunta) a cui i rispettivi genitori partecipano (su tale ultimo punto, è
solo il caso di ricordare che altri esponenti della Giunta, ad esempio
lo stesso Presidente Iorio, sono imputati proprio per gli stessi
identici fatti), ma anche all’utilizzo, spudoratamente disinvolto e se
del caso illecito (ove fosse confermato), delle auto blu da parte di
noti esponenti dell’istituzione regionale: è solo il caso di ricordare
che il Presidente del Consiglio regionale del Friuli, tal Ballaman,
beccato a gironzolare con l’auto istituzionale al di fuori di missioni
istituzionali, si è dimesso all’istante per un’inchiesta giornalistica e
gli organi competenti (Corte dei conti e Procura) avrebbero aperto
inchieste a suo carico (mentre proprio oggi leggo di una sentenza con la
quale la Regione Molise è stata condannata, dinanzi al Giudice di Pace
di Chieti – sentenza 547 del 20.2010- per avere violato – in detta
Provincia – il codice della strada con l’utilizzo degli oramai noti
lampeggianti: chi sa quale esponente regionale era stato attratto fuori
regione dal dovere di “espletamento di servizi urgenti e di istituto” –
incontinenza istituzionale ?; come se non bastasse la Giunta Regionale
all’unanimità ha ritenuto pure di fare appello senza neppure indicare di
chi si trattava; a che titolo o per quale evento istituzionale si era
recato fuori regione e soprattutto per quale ragione aveva ritenuto di
utilizzare in lampeggiante in dotazione alle forze di pubblica sicurezza
o per sopperire a quali improrogabili situazioni emergenziali).
Visto che in Molise, pur a fronte dell’encomiabile lavoro di
inchiesta-denuncia della Gazzetta, non si hanno notizie di aperture di
inchieste a carico di eventuali ballaman locali che anche a detta della
Gazzetta sembra gironzolino per il Molise in modo assai disinvolto e con
le “loro” auto Blu, e che nessuno degli stessi eventuali ballaman locali
ha mai neppure lontanamente pensato di dimettersi, provvedo a
trasmettere personalmente le copie de La Gazzetta agli organi
competenti, al fine di consentire agli stessi organi competenti, qualora
non fossero lettori del Suo giornale(sebbene si tratti ormai di fatti
oltremodo noti), di valutare se avviare indagini sulla base delle
notizie di reato ivi riferite. Oltretutto, l’utilizzo improprio e/o
disinvolto e/o se del caso illecito di mezzi di trasporto istituzionale
per eventi e/o appuntamenti che esulano da ragioni istituzionali e molto
spesso riguardano vicende semplicemente politiche/di partito
sembrerebbero essere quanto mai diffuse, anche a livello statale: si
pensi, solo di recente, alla visita “istituzionale” del Ministro Romano
recatosi a Termoli in elicottero sembrerebbe del Corpo Forestale (come
riferito dai giornali) in occasione della campagna elettorale per il
candidato presidente della provincia del PDL ripreso da nota stampa e
dalle Tv locali.
Lo faccio perché qualora si trattasse di notizie false, immagino che i
diretti interessati abbiano già provveduto a denunziare l’accaduto alla
magistratura per tutelare la propria immagine evidentemente lesa da tali
pubblicazioni da Lei divulgate. Ma considerato che non si ha notizia di
querele, e che anzi molto spesso gli stessi soggetti destinatari di
“tapiri” e di “paginoni denigratori” si ritrovano di punto in bianco
miracolati con “gli oscar” o con “paginoni pubblicitari”, talvolta
addirittura per gli stessi fatti, delle due l’una: o si tratta di
articoli compensativi-riparatori, oppure subentrano valutazioni
editoriali di altro valore.
La presente nota viene dunque trasmessa anche alla Procura della
Repubblica di Campobasso e alla procura della Corte dei conti del
Molise, con allegati articoli de La Gazzetta che riferiscono notizie di
reato connesse all’utilizzo se del caso improprio delle auto blu,
includendovi anche articolo sull’analogo caso Friuli-Ballaman, affinché
si accerti innanzitutto la fondatezza delle notizie ivi riferite, ovvero
che si accerti, per il caso in cui le stesse fossero false, se abbiano
costituito oggetto di denunzia per diffamazione e calunnia da parte dei
soggetti eventualmente diffamati o calunniati, ovvero che si accertino
le ragioni per le quali personaggi pubblici dapprima messi alla berlina
(giustamente o ingiustamente) e poi invece encomiati (anche secondo la
pregevole tecnica redazionale dell’attribuzione del tapiro e
dell’oscar), con improvvisi cambi di rotta, siano da ricondursi ad una
libera scelta editoriale/redazionale ovvero ad altre valutazioni di
altro valore, se del caso anche economico.
Si trasmette anche copia degli articoli riferiti a Solagrital ed Arena,
affinché, ad integrazione dei propri precedenti esposti di pari oggetto,
si accerti la eventuale commissione di illeciti nella gestione delle
assunzioni ovvero nei rapporti tra Regione e società della filiera
avicola.
Ad accertare, inoltre, con riferimento alla DGR 407/2011 se dai fatti in
essa riportati, con riferimento all’utilizzo delle auto blu fuori
regione e con lampeggianti, si evincano fattispecie rilevanti sotto il
profilo penale ed erariale.
Copia della presente si trasmette infine alla Procura della Repubblica
di Roma, allegando copia degli articoli di stampa locale relativi alla
visita in Molise del Ministro dell’Agricoltura Romano che ha raggiunto
Termoli, in occasione della campagna elettorale del candidato presidente
della Provincia De Matteis, a bordo dell’elicottero di Stato chiedendo a
tal fine anche l’acquisizione dell’apposita cassetta dei regionali TG
del 12 e 13 maggio 2011 trasmessi dalle emittenti televisive. |