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“Spesso assistiamo ad un assurdo pudore dei sentimenti. L’educazione
sessuale fa passi da gigante, ma poi nelle famiglie cala un sipario di
eccessivo riserbo verso l’educazione sentimentale. E così capita che le
donne non si ritrovino gli strumenti giusti per saper gestire il
rapporto con il loro futuro marito o compagno, per riuscire a
distinguere l’affetto dalla morbosità. Di questa condizione lo stalker
sa perfettamente come approfittare”.
Tante storie, drammaticamente reali, narrate dalla voce che ne ha
raccolto le dolorose testimonianze. Emilio Radice, autore, insieme a
Federica Angeli, di Rose al veleno, la prima inchiesta sullo stalking
mai realizzata nel nostro Paese, è stato ospite di Libri pensanti, la
sezione dedicata agli approfondimenti su letteratura, attualità,
filosofia e scienza nell’ambito di Ti racconto un libro 2009,
Laboratorio permanente sulla lettura e sulla narrazione ideato e
realizzato dall’Unione Lettori Italiani
(Via S. Antonio Abate, 68 - Campobasso tel.0874.96622
info@unionelettoritaliani.it
www.unionelettoritaliani.it)
e dalla Provincia di Campobasso, con la direzione artistica e
organizzativa di Brunella Santoli e con la collaborazione del Comune di
Campobasso.
Senza risparmiarsi, il giornalista ha ripercorso le drammatiche vicende
di donne che tuttora convivono con il terrore del proprio persecutore.
Ma se è vero che lo stalking non prende di mira solo l’universo
femminile, è anche vero che il peso della persecuzione è radicalmente
diverso. “Esistono casi di uomini vittime di stalker ma sono molto meno
rispetto alle donne. Anche l’entità delle minacce e dell’azione
persecutoria non è paragonabile. Le donne provano autentica paura, gli
uomini al massimo sono infastiditi. C’è una bella differenza”. Nel corso
dell’incontro, Radice si è anche soffermato sulla recentissima legge che
finalmente ha riconosciuto lo stalking come reato. “E’ una conquista
importantissima, soprattutto perché è stata voluta con forza da tutte le
donne del parlamento- ha detto- Ma, come al solito, in Italia il
progresso civile arriva sempre in ritardo rispetto agli altri Paesi”. |
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