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Rose al veleno, Emilio Radice racconta l’Italia perseguitata
di Marialaura Bonaccio
01-04-09
 

“Spesso assistiamo ad un assurdo pudore dei sentimenti. L’educazione sessuale fa passi da gigante, ma poi nelle famiglie cala un sipario di eccessivo riserbo verso l’educazione sentimentale. E così capita che le donne non si ritrovino gli strumenti giusti per saper gestire il rapporto con il loro futuro marito o compagno, per riuscire a distinguere l’affetto dalla morbosità. Di questa condizione lo stalker sa perfettamente come approfittare”.
Tante storie, drammaticamente reali, narrate dalla voce che ne ha raccolto le dolorose testimonianze. Emilio Radice, autore, insieme a Federica Angeli, di Rose al veleno, la prima inchiesta sullo stalking mai realizzata nel nostro Paese, è stato ospite di Libri pensanti, la sezione dedicata agli approfondimenti su letteratura, attualità, filosofia e scienza nell’ambito di Ti racconto un libro 2009, Laboratorio permanente sulla lettura e sulla narrazione ideato e realizzato dall’Unione Lettori Italiani
(Via S. Antonio Abate, 68 - Campobasso tel.0874.96622 info@unionelettoritaliani.it www.unionelettoritaliani.it) e dalla Provincia di Campobasso, con la direzione artistica e organizzativa di Brunella Santoli e con la collaborazione del Comune di Campobasso.

Senza risparmiarsi, il giornalista ha ripercorso le drammatiche vicende di donne che tuttora convivono con il terrore del proprio persecutore. Ma se è vero che lo stalking non prende di mira solo l’universo femminile, è anche vero che il peso della persecuzione è radicalmente diverso. “Esistono casi di uomini vittime di stalker ma sono molto meno rispetto alle donne. Anche l’entità delle minacce e dell’azione persecutoria non è paragonabile. Le donne provano autentica paura, gli uomini al massimo sono infastiditi. C’è una bella differenza”. Nel corso dell’incontro, Radice si è anche soffermato sulla recentissima legge che finalmente ha riconosciuto lo stalking come reato. “E’ una conquista importantissima, soprattutto perché è stata voluta con forza da tutte le donne del parlamento- ha detto- Ma, come al solito, in Italia il progresso civile arriva sempre in ritardo rispetto agli altri Paesi”.

     
 

 

 
 
 
 

   dal 31 maggio 2008
 

 
 
 

 

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