|
Lui
non vuol sentir parlare di dimissioni e vorrebbe restare ancorato al
timone di un Ente che, potenzialmente, costituisce un ottimo trampolino
di lancio per le Regionali. Già ci aveva provato, alla guida dello IACP,
dove Iorio lo aveva collocato ed era riuscito a farsi eleggere alla
Regione. Poi Giustizia fu fatta. Fu dichiarato ineleggibile. Ma il
piacere del potere, Sabatini, ce l’ha nel sangue. Vive di questo. Non è
forse vero che gode dell’appoggio del Grande Elemosiniere (leggi Michele
Iorio)? E noncurante dei rischi, procede come una locomotiva alla
stazione prescelta.
Travolto dallo scandalo dell’acqua sporca, tenta ancora di galleggiare
sulle sporche acque (che non sono le “chiare, dolci e limpide acque”, da
lui sponsorizzate nelle TV locali (TVI), con i soldi dell’Ente anche
quando il Magistrato (l’ottimo Luca Venturi della Procura di Larino) lo
chiama a responsabilità penale per aver tentato di avvelenare gli ignari
cittadini.
Ma il vento soffia forte e, mentre giorno dopo giorno il Presidente di
Molise Acque - con tutto il potere di cui dispone, primo fra tutti i
soldi dell’Ente - tenta di procurarsi pezze di appoggio per dimostrare
la correttezza del suo operato nella triste vicenda, sono in molti a
chiedere le sue dimissioni. Quell’incarico è ormai incompatibile con la
sua funzione e con la sua condizione di inquisito per un reato
pesantissimo che è previsto e punito con la reclusione non inferiore a
15 anni.
Iorio non presta orecchie, né è sensibile all’etica politica. L’ultimo
caso è del Presidente dello IACP, Pierluigi Lepore, che indagato anche
lui in due filoni di inchiesta, viene seraficamente riconfermato dal
Presidente della Giunta, nel suo incarico di Commissario Straordinario
dello IACP. Le dimissioni di Sabatini (ma, ci chiediamo, un
amministratore inquisito, per dignità e correttezza oltre che per
rispetto al Magistrato, non dovrebbe dimettersi spontaneamente?) sono
chieste dalla pubblica opinione; dai consiglieri regionali di
opposizione (sacrosanta la posizione di Massimo Romano); dai 70.000
cittadini scampati all’avvelenamento; dalle migliaia di cittadini che,
in una class action senza precedenti nel Molise, gli chiedono un
risarcimento milionario. |