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Aveva
negato di aver ricevuto un avviso di garanzia, il Presidente di “Molise
Acque” e ha continuato imperterrito a pubblicizzare – con soldi
dell’Ente e quindi con soldi pubblici- sulle TV locali (TVI ore 20,50
del 28 febbraio) le “chiare, dolci, fresche acque” che lui e il suo Ente
erogavano. E’ evidente il tentativo di mettere una toppa alla tragedia
che ha visto una intera popolazione rischiare la vita e che ora sta
rinserrando le fila per una poderosa class action di cui Sabatini deve
rispondere. Così, il maldestro tentativo di arginare le prove della sua
condotta, sempre ricorrendo alle casse dell’Ente chiamando in aiuto
anche il Ministero della Sanità.
Ma vi sono state interrogazioni parlamentari e la rabbia di 70.000
cittadini che reclamano giustizia.
Da qui, la meticolosa, approfondita e puntualissima indagine che il PM
Luca Ventuti della Procura di Larino (un PM che per quello che già ci ha
fatto vedere, farà certamente impallidire Magrone) ha portato avanti.
E il responso è arrivato: il Presidente e il direttore di Molise Acque
sono accusati di reati pesantissimi: avvelenamento di acque (art. 439
c.p.: ” Chiunque avvelena acque o sostanze destinate all’alimentazione
prima che siano attinte o distribuite con il consumo, è punito con la
reclusione non inferiore a 15 anni”). E’ un reato che prevede l’arresto
obbligatorio e la custodia cautelare per tanto che è grave. E che quindi
ancora lascia col fiato sospeso; di falsità contro la fede pubblica ed
omissione di atti d’Ufficio.
Il dottor Luca Venturi ha ricostruito la dinamica della sfiorata
tragedia.
In particolare, è richiamata la conferenza di servizi convocata da
Molise Acque il 2 novembre 2010, in occasione della moria delle carpe
nel lago. l'Arpa Molise aveva evidenziato che i trialometani avevano
raggiunto il limite massimo, 30 microgrammi per litro, già da alcuni
giorni. I tecnici in quella occasione avevano indicato una serie di
prescrizioni con l’obiettivo di far tornare il livello dei trialometani
entro i limiti di legge. Si disse che in assenza di quelle misure la
decomposizione delle carpe avrebbe fatto aumentare ulteriormente il
livello di trialometani. Prescrizioni che però non sarebbero state prese
in considerazione per tempo dai vertici di Molise Acque provocando,
secondo la Procura, il conseguente avvelenamento dell'acqua.
Il P.M. sostiene quindi che questa gestione omissiva è stata la causa
dell’inquinamento chimico dell’acqua, con tutte le conseguenze scaturite
e i danni a una popolazione di circa 70mila residenti, privati del
diritto all’acqua potabile per due settimane circa e costretti e
rifornirsi di acqua minerale per bere e cucinare. Sabatini ha affidato
la sua difesa all’avv. Antonio De Michele |