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Il Tribunale di Larino verso la soppressione
Ma il provvedimento non è giustificato, né risolve un solo problema della Giustizia nel Molise (molto malata)

17-03-2011
 

Il “tam tam” comincia ad essere assordante e proviene ormai da tutte le parti politiche. Luciano Violante se ne è fatto un cruccio personale. Ma nel PD l’idea è già sfondata. Fini è d’accordo. Casini pure. E, ciò che preoccupa di più, la soppressione di tutti i Tribunali che non sono situati nei capoluoghi di provincia, sembra essere ormai condivisa anche da ampi settori del PDL.
Angelino Alfano e Berlusconi, in verità, frenano e nella “Riforma” della Giustizia non v'è traccia della “minirivoluzione” dell’accorpamento dei tribunali minori. Si riflette sulle conseguenze pratiche sui territori interessati, ma anche al travaglio del passaggio e dell’incardinamento di una struttura in un’altra, che, al novanta per cento dei casi, già scoppia.
Afferma Violante: " in Italia abbiamo 164 tribunali, 80 di questi non hanno il numero minimo di magistrati sufficiente per funzionare. Stando così le cose, è questo il primo livello su cui intervenire. Se ci fosse un tribunale per ogni capoluogo di provincia avremmo - prosegue - 129 tribunali, cioè una quarantina in meno, e potremmo redistribuire i magistrati e il personale amministrativo negli uffici giudiziari recuperando in efficienza.
Ma è tutto da provare che il problema della minore efficienza dell'attività giurisdizionale possa essere superato attraverso le limitazioni dei tribunali a uno per provincia. E’ semplicistico pensare di travasare il personale e non i processi in corso, alcuni dei quali- come quelli di Larino, ove Giudici e Magistrati lavorano con alta professionalità, indefessamente, con sacrificio perché alle prese di una mortificante carenza di organico-sono eclatanti. Black Hole, Consorzio Industriale, Porticciolo di Campomarino, Molise Acque sono solo alcuni di essi.
Quindi,una proposta non motivata con serie argomentazioni.
E la sorpresa sta dietro l’angolo. L’imboscata può avvenire anche durante la discussione della Riforma.
Cosicchè, farebbero bene i Parlamentari, il Presidente della Regione, gli Ordini degli Avvocati, sindaci e gli amministratori ad aprire l’antenna sin d’ora. Anche se è fondamentale l’apporto che darà l’on. Sabrina De Camillis, larinese doc, che in più d’una occasione ha dimostrato con i fatti che le sue “entrature” nel PDL di Berlusconi e nel Governo sono molto forti e autorevoli. Poi, Michele Iorio. Stesso discorso. Sin da subito, montassero di sentinella. Il Consiglio Regionale già è in forte ritardo. E la concertazione con le altre istituzioni non deve segnare il passo.

 

 

Tonino Martino

 
 
 
 
 
 
 

  

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