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Il
“tam tam” comincia ad essere assordante e proviene ormai da tutte le
parti politiche. Luciano Violante se ne è fatto un cruccio personale. Ma
nel PD l’idea è già sfondata. Fini è d’accordo. Casini pure. E, ciò che
preoccupa di più, la soppressione di tutti i Tribunali che non sono
situati nei capoluoghi di provincia, sembra essere ormai condivisa anche
da ampi settori del PDL.
Angelino Alfano e Berlusconi, in verità, frenano e nella “Riforma” della
Giustizia non v'è traccia della “minirivoluzione” dell’accorpamento dei
tribunali minori. Si riflette sulle conseguenze pratiche sui territori
interessati, ma anche al travaglio del passaggio e dell’incardinamento
di una struttura in un’altra, che, al novanta per cento dei casi, già
scoppia.
Afferma Violante: " in Italia abbiamo 164 tribunali, 80 di questi non
hanno il numero minimo di magistrati sufficiente per funzionare. Stando
così le cose, è questo il primo livello su cui intervenire. Se ci fosse
un tribunale per ogni capoluogo di provincia avremmo - prosegue - 129
tribunali, cioè una quarantina in meno, e potremmo redistribuire i
magistrati e il personale amministrativo negli uffici giudiziari
recuperando in efficienza.
Ma è tutto da provare che il problema della minore efficienza
dell'attività giurisdizionale possa essere superato attraverso le
limitazioni dei tribunali a uno per provincia. E’ semplicistico pensare
di travasare il personale e non i processi in corso, alcuni dei quali-
come quelli di Larino, ove Giudici e Magistrati lavorano con alta
professionalità, indefessamente, con sacrificio perché alle prese di una
mortificante carenza di organico-sono eclatanti. Black Hole, Consorzio
Industriale, Porticciolo di Campomarino, Molise Acque sono solo alcuni
di essi.
Quindi,una proposta non motivata con serie argomentazioni.
E la sorpresa sta dietro l’angolo. L’imboscata può avvenire anche
durante la discussione della Riforma.
Cosicchè, farebbero bene i Parlamentari, il Presidente della Regione,
gli Ordini degli Avvocati, sindaci e gli amministratori ad aprire
l’antenna sin d’ora. Anche se è fondamentale l’apporto che darà l’on.
Sabrina De Camillis, larinese doc, che in più d’una occasione ha
dimostrato con i fatti che le sue “entrature” nel PDL di Berlusconi e
nel Governo sono molto forti e autorevoli. Poi, Michele Iorio. Stesso
discorso. Sin da subito, montassero di sentinella. Il Consiglio
Regionale già è in forte ritardo. E la concertazione con le altre
istituzioni non deve segnare il passo. |