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Si
ha la sensazione che gli occhi degli inquirenti siano puntati sulla
ridente cittadina di Jelsi, il Comune molisano a pochi chilometri dal
Capoluogo regionale in cui si sono verificati più casi di abusi sessuali
su familiari, tanto da suscitare grave allarme sociale nella pubblica
opinione che - considerata l’assoluta omertà registrata negli
inquietanti risvolti dei casi accertati e per i quali sono pendenti i
relativi processi penali, in cui stanno venendo fuori preoccupanti
devianze consumate quasi indisturbatamente tra le mura domestiche anche
agli occhi di chi doveva vigilare sui figli e familiari oggetto di
attenzioni morbose da parte del padre-padrone, si sta chiedendo: “Ma
dove vivono gli abitanti di questo paese?”. Anzi, qualche collega e
qualche autorevole Testata giornalistica, con un’espressione dura e
certamente infelice e ingiusta, ha bollato Jelsi come “Il Paese degli
Orchi”.
Proprio perché convinti che mai accusa fu più ingenerosa di questa,
tutti i cittadini sono chiamati a un supplemento di vigilanza e
testimonianza, per tutelare il loro prestigio e la loro onorabilità,
denunciando magari casi sospetti, al fine di isolare questi “Orchi” che
stanno gettando fango sulla laboriosità, serietà, rettitudine dei loro
compaesani. Prima lo capiscono e meglio sarà per essi, perché se
dovessero venire fuori un altro paio di casi di abusi sessuali su minori
dovranno lavorare non poco per dimostrare che quei fatti succedono per
il “clima del paese”.
Ieri, è venuto alla luce, un altro caso. Non di molestie sessuali si
tratta, ma di maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, minaccia
aggravata e danneggiamento da parte di P.S., 40enne del luogo e
pregiudicato, nei confronti della moglie, 38enne. I Carabinieri delle
Stazioni di Jelsi e Campobasso hanno lo hanno tratto in arresto in
esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal
GIP del Tribunale di Campobasso. Le indagini svolte dai Carabinieri, che
sono sfociate nel provvedimento riguardano una serie di maltrattamenti
perpetrati dall’arrestato nei confronti della coniuge, avvenuti tra il
mese di agosto 2009 e gennaio 2010. L’arrestato si trova ora ristretto
presso la casa circondariale di Campobasso a disposizione dell’Autorità
Giudiziaria.
Analogo provvedimento è stato eseguito dall’Arma di Bojano nei confronti
di D.M.D., 39enne del luogo, separato, arrestato ieri in esecuzione di
una ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di
maltrattamenti in famiglia, lesioni e minacce con atti persecutori (cd.
stalking) perpetrati nei confronti della ex-moglie. |
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