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Una
stanza di 15 metri quadrati, con una altezza media di 2,10 cm (1,80 cm
nella parte bassa e 2,40 cm nella parte più ‘alta’) in cui sono stipate
due scrivanie per tre persone, senza armadi, librerie e con affaccio
sulla condotta di scarico della caldaia (foto allegata). Nell’ufficio
“piccionaia”, ovviamente fuori norma, è stato trasferito l’ufficio
stampa della provincia di Campobasso, con l’avvento della nuova
amministrazione. La Legge 150/2000 che regola la comunicazione pubblica
stabilisce che gli enti possono dotarsi di un ufficio stampa,
interfaccia tra l’ente e gli organi di informazione. La figura di
vertice ha, invece, la facoltà di nominare un portavoce, figura
“politica” che parla in sua vece ed utilizza l’ufficio stampa per la
diffusione dei testi. Nel caso della provincia di Campobasso questo
schema, dettato dalla legge e dai codici deontologici, non è stato
rispettato. Fin dalle prime ore la struttura che si occupa dei rapporti
con i media è stata depotenziata di fatto nelle sue funzioni tentando
maldestramente di aggirare la norma con “Comunicazioni istituzionali”,
provenienti da uffici di cui non si conoscono peraltro le delibere di
riferimento. Vogliamo credere nella buona fede del presidente Rosario De
Matteis, incontrato per formulare gli auguri di buon lavoro e gli
auspici per il prosieguo virtuoso comportamento dell’ente nella
comunicazione pubblica, che ci aveva rassicurato sulla rigorosa e
attenta gestione della vicenda. I fatti, purtroppo, sono ben altri. Come
sindacato non accetteremo in nessun caso forzature, spoil system, atti
ritorsivi ingiustificabili ed inqualificabili ai danni di
colleghi-dipendenti pubblici, al servizio della res civica e non dei
partiti.
La provincia di Campobasso, le autorità competenti ai quali invieremo la
comunicazione (medico del lavoro, procura della Repubblica, dirigenti )
devono chiarire la vicenda ed accertare eventuali responsabilità. Per
quanto riguarda le funzioni dell’ufficio stampa, l’Asm chiede
l’immediato trasferimento in locali idonei e funzionali, anche nella
dislocazione, allo scopo del servizio ed il ripristino di tutte le
funzioni proprie previste dalla Legge nr. 150. |