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Mito, Magia, Geniali intuizioni

LE STREGHE: DA DETENTRICI DELLA CONOSCENZA DELLE ERBE A CAPRI ESPIATORI

di Riccardo Sganga
 

Nell’antichità si riteneva che le piante avessero un’anima e che, come gli esseri umani, fossero capaci di provare sentimenti. Alcune piante erano considerate magiche e fonti di prodigi come l’Iperico o Erba scacciadiavoli, oppure la Mandragora, capace di uccidere l’uomo che la estirpava. In realtà queste credenze erano solo la conseguenza dell’interpretazione degli effetti che le erbe provocano sull’uomo. Le leggende popolari nascono dall’esagerazione di questi effetti dovuta alla volontà dei “medici” dell’epoca di dimostrare l’efficacia dei loro medicamenti.
La caccia alle streghe è una parentesi storica collegata alla medicina popolare. Spesso si trattava, infatti, della persecuzione di semplici donne che si occupavano di preparare ricette medicinali con riti e formule magiche. Donne, perché nella comunità familiare dell’epoca erano perlopiù le madri a preoccuparsi della cura delle malattie con le erbe medicinali. Queste donne accusate di stregoneria, torturate e condannate a morte, erano frequentemente vere custodi della tradizione dell’uso delle piante medicinali, attive operatrici nella cura dei malati grazie al loro patrimonio conoscitivo di ricette e segreti.
La strega era colei che non sottostava né all’autorità laica né a quella religiosa, tanto che veniva tacciata di eresia. Il rischio di accuse nei suoi confronti era forse anche dovuto al fatto che spesso le sue ricette medicinali comprendevano tra gli ingredienti piante che in dosi massicce potevano diventare anche tossiche e dare effetti allucinogeni, come l’Aconito, la Belladonna e lo Stramonio. All’epoca non si conosceva la spiegazione scientifica di questi effetti che venivano quindi attribuiti ad una qualche strana potenza soprannaturale e quindi magica: a qualche diabolica stregoneria. Tutto ciò non ha impedito comunque l’interesse e lo stimolo alla ricerca del perché nelle piante ci fosse un’effettiva azione farmacologia. Infatti l’Iperico, pianta da sempre indicata contro l’isterismo e la pazzia - anticamente considerati effetti evidenti della possessione diabolica - si è rivelata un’ottima terapia sedativa e antidepressiva. La Mandragora fin dai tempi più antichi era indicata come ricostituente per il corpo e idonea a favorire la riproduzione. Proprio grazie all’interesse che aveva sempre suscitato, lo studio della Mandragora ha portato alla luce le sue proprietà sedative fin dai tempi dei medici e botanici greci. La stessa cosa si può dire anche riguardo alla raccolta delle piante medicinali.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

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