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Nell’antichità
si riteneva che le piante avessero un’anima e che, come gli esseri
umani, fossero capaci di provare sentimenti. Alcune piante erano
considerate magiche e fonti di prodigi come l’Iperico o Erba
scacciadiavoli, oppure la Mandragora, capace di uccidere l’uomo che la
estirpava. In realtà queste credenze erano solo la conseguenza
dell’interpretazione degli effetti che le erbe provocano sull’uomo. Le
leggende popolari nascono dall’esagerazione di questi effetti dovuta
alla volontà dei “medici” dell’epoca di dimostrare l’efficacia dei loro
medicamenti.
La caccia alle streghe è una parentesi storica collegata alla medicina
popolare. Spesso si trattava, infatti, della persecuzione di semplici
donne che si occupavano di preparare ricette medicinali con riti e
formule magiche. Donne, perché nella comunità familiare dell’epoca erano
perlopiù le madri a preoccuparsi della cura delle malattie con le erbe
medicinali. Queste donne accusate di stregoneria, torturate e condannate
a morte, erano frequentemente vere custodi della tradizione dell’uso
delle piante medicinali, attive operatrici nella cura dei malati grazie
al loro patrimonio conoscitivo di ricette e segreti.
La strega era colei che non sottostava né all’autorità laica né a quella
religiosa, tanto che veniva tacciata di eresia. Il rischio di accuse nei
suoi confronti era forse anche dovuto al fatto che spesso le sue ricette
medicinali comprendevano tra gli ingredienti piante che in dosi massicce
potevano diventare anche tossiche e dare effetti allucinogeni, come
l’Aconito, la Belladonna e lo Stramonio. All’epoca non si conosceva la
spiegazione scientifica di questi effetti che venivano quindi attribuiti
ad una qualche strana potenza soprannaturale e quindi magica: a qualche
diabolica stregoneria. Tutto ciò non ha impedito comunque l’interesse e
lo stimolo alla ricerca del perché nelle piante ci fosse un’effettiva
azione farmacologia. Infatti l’Iperico, pianta da sempre indicata contro
l’isterismo e la pazzia - anticamente considerati effetti evidenti della
possessione diabolica - si è rivelata un’ottima terapia sedativa e
antidepressiva. La Mandragora fin dai tempi più antichi era indicata
come ricostituente per il corpo e idonea a favorire la riproduzione.
Proprio grazie all’interesse che aveva sempre suscitato, lo studio della
Mandragora ha portato alla luce le sue proprietà sedative fin dai tempi
dei medici e botanici greci. La stessa cosa si può dire anche riguardo
alla raccolta delle piante medicinali. |
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