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C'è una casta di potere, accusata sempre di amministrarlo con legami
parentali, con i soliti privilegi personali. Ma c'è un'altra casta, più
perniciosa, che finge scalpore ogni volta che il proprio, infimo
interesse è toccato. E' una casta subacquea che non ha ruoli perché
forse non ha neppure qualità. Malgrado ciò, non ha la dignità alta
dell'avversario politico, anzi. Si tratta solo di eterni ‘competitor',
di tutto e di tutti. Perniciosi perché di fatto annientano anche la
politica delle opposizioni. Vi si insinuano urlando allo scandalo, ma
finiscono per divorarne il cuore, come tarli. Visti da fuori, visti
dalla parte di un giovane studente, che nulla ha a che fare con tutto
ciò, fanno tristezza. Io so che nell'Università del Molise ho una
possibilità di esistenza migliore, di conoscenza.
Laureando in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali ho
conosciuto docenti tra i quali annovero Massimo Bagarani, Delegato per i
rapporti con l'Ufficio Europa della Conferenza dei Rettori delle
Università Italiane a Bruxelles e già Assessore al Bilancio della
Regione Calabria, docente di Politica Economica; Matteo Luigi
Napolitano, delegato internazionale del Pontificio Comitato di Scienze
storiche per i temi di storia contemporanea, docente di Storia delle
Relazioni Internazionali; Cinzia Dato, già Senatrice della Repubblica,
docente di Scienza Politica; Giuseppe Pardini, proveniente dalla Scuola
Superiore S.Anna di Pisa, già docente della Luiss, professore di Storia
dei movimenti e dei partiti politici; ma ancora lo storico Giovanni
Cerchia, docente di Storia Contemporenea; Maria Beatrice Deli, docente
di Organizzazione Internazionale presso la Luiss; Alberto Vespaziani,
proveniente da una formazione accademica targata ''Harvard'', docente di
Diritto Pubblico ... Ma sono travolto, senza averne colpa alcuna, in una
battaglia strumentale che fuori dal Molise sembra vera, sembra
legittima. Da qui la vediamo meglio e sentiamo la reale portata. Se dico
'parentopoli', se dico 'clientelismo', fuori mi danno retta, sembro
sincero. Ma io, giovane studente, so bene quanto sia incongruente
l'allarme con il rischio reale. E mi chiedo quale coscienza abbia chi è
disposto a uccidere me, il mio futuro, le mie possibilità pur di punire,
adombrare, attaccare il suo personale 'competitor'. Quale strano cinismo
può essere giustificato se dietro di sé lascia solo calunniose ‘ammuine'
per fare chiasso. (!)
Mi chiedo, davvero, perché un giovane studente debba rinunciare a
qualcosa che concretamente aveva perché qualcuno, estromesso dal gioco,
si mette a dare calci e distrugge pallone e porta. La gente molisana
queste cose le sa e non li prende sul serio. Ma fuori, la stampa
nazionale, non può ignorare e se anche correttamente, dà loro risalto
per dovere di informazione, finisce involontariamente per dare dignità
pubblica a persone che hanno piccole, mediocri aspirazioni private. |