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Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Larino
Comunicato Stampa
1. Dalla fine del 2007 all'aprile 2009 il Comando Carabinieri per la
Tutela dell'Ambiente, Nucleo Operativo Ecologico di Campobasso, ha
condotto più indagini confluite in un unico filone investigativo,
coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Larino,
su una serie di condotte di reato protrattesi nel tempo in danno
dell'ambiente, della salute, della pubblica amministrazione e della fede
pubblica.
Le stesse vedono tutte protagonista un individuato imprenditore:
a. detta persona, amministratore e legale rappresentante della
società INSIDE S.r.I. con sede in Termoli unitamente a suoi
collaboratori, al responsabile tecnico dell'impianto di depurazione dì
acque reflue CONIV s.p.a. dì Montenero di Bisaccia ed a dirigenti e
funzionari pubblici, talora con il concorso di chimici liberi
professionisti compiacenti, organizzavano e gestivano un traffico
illecito di ingenti quantitativi dì rifiuti, prodotti quotidianamente
dall'impianto CONIV. I rifiuti, da caratterizzarsi con il codice CER di
cui agli ordinali 19 02 .. (fanghi derivanti dal trattamento chimico
fisico), erano invece formalmente e documentalmente qualificati, in
maniera fraudolenta, con il codice CER 190805 (Fanghi prodotti dal
trattamento di acque reflue urbane); gli stessi quindi venivano
illecitamente smaltiti con operazioni di spandimènto su oltre 200
ettari
di terreno gestiti da aziende agricole ubicate nel Basso Molise. Veniva
in tal modo disattesa e violata la specifica normativa di settore che
regola tale delicata materia e nella quale è fatto espresso divieto di
poter spandere su terreni agricoli fanghi provenienti da impianti, come
quello di Montenero di Bisaccia, che accettano costantemente, oltre ad
acque reflue, anche rifiuti liquidi speciali contenenti sostanze
pericolose, la cui linea di trattamento va materialmente ad innestarsi
nel meccanismo produttivo dei fanghi quotidianamente prodotti ed avviati
alle aziende agricole; aziende dove la INSIDE s.r.l. cura da anni lo
spandimento; linea produttiva dei fanghi perfettamente a conoscenza -
perché rappresentata in .atti - dei funzionari regionali deputati sia al
rilascio delle autorizzazioni all'accettazione dei rifiuti liquidi
nell'impianto
CONIV (autorizzazioni a monte), sia alle autorizzazioni allo spandimento
(autorizzazioni a valle); funzionari risultati dalle indagini in chiara
condizione di soggezione rispetto al titolare della INSIDE, che ricopre
anche il ruolo di Presidente del Consorzio Industriale della Valle del
Biferno, funzionari che pertanto partecipavano alla formazione di
provvedimenti illegittimi ed ideologicamente falsi;
altro profilo di illegalità deriva dal fatto che alcune particelle
fondiarie dove era autorizzato lo spandimento (con importante estensione
territoriale avvenuta con autorizzazione rilasciata il 24.07.2009) sono
soggette al concreto pericolo d'inondazione naturale dal fiume Biferno:
su fondi a pericolosità idraulica anche "elevata" (cosi secondo il Piano
per l'Assetto Idrogeologico adottato dall’Autorità di Bacuno il
28.10.2005).
b. Un altro aspetto dell'indagine ha fatto-emergere - nella
prospettiva accusatoria avallata dal GIP - che il titolare della società
INSIDE s.r.l., in qualità di presidente del COSIB (Consorzio di Sviluppo
Industriale della Valle del Biferno) di Termoli, in concorso con suoi
collaboratori, mediante la produzione di atti falsi e la corruzione di
un funzionario della Provincia di Campobasso, otteneva la deliberazione
di tale Autorità amministrativa che mutava la natura dell'autorizzazione
allo scarico dell'impianto di depurazione consortile del COSIB: da
scarico in corpo idrico superficiale - situazione reale - a scarico
definito come "direttamente a mare" (situazione oggettivamente falsa,
accertata falsa in punto di fatto, tramite effettivi sopraluoghi, dalla
Polizia Giudiziaria del Nucleo Operativo Ecologico): lo scarico di fatto
si trovava e si trova a quattro chilomètri dal mare ed avviene
all'interno di un canale che a sua volta si immette in un altro canale;
canali entrambi contraddistinti da "classico habitat fluviale', (così da
verbale di sopraluogo di funzionari provinciali) con la presenza di
forme di vita: avannotti; bisce d'acqua, rane, pesci adulti anche di
notevoli dimensioni, flora fluviale; corso d'acqua accessibili anche ad
altre forme di vita come ad esempio aironi cenerini; lo scarico così
definito portava alla possibilità: che le acque in esito depurate ed ivi
immesse potessero contenere c10ruri e solfati senza alcun limite. Tali
delitti consentivano di lucrare sia sul risparmio nelle operazioni di
trattamento dei reflui sia sull'aumento della quantità e qualità dei
rifiuti da trattare. Tale condotta era propedeutica al rilascio di
successive autorizzazioni regionali necessarie per aumentare sia la
quantità che la qualità dei rifiuti da trattare presso il predetto
impianto di depurazione del COSIB, rifiuti speciali pericolosi e non
pericolosi allo stato liquido conferiti anche da società esterne alla
Regione Molise.
c. Altro segmento investigativo di cui hanno dovuto occuparsi gli
inquirenti ha riguardato la nomina - da parte del presidente della
Regione Molise – del presidente del COSIB, come commissario
straordinario dell' ente pubblico economico dal medesimo già presieduto;
ciò - nella prospettiva accusatoria - avallata dal GIP - con violazione
delle norme ordinarie di gestione dei Consorzi di Sviluppo industriale,
con preordinata concertazione ed attuazione di una operazione volta a
veicolare volutamente la vita dell' ente in una situazione patologica di
ingovernabilità tale da realizzare le condizioni necessarie a che
venisse nominato il Presidente del COSIB come commissario straordinario;
azione prolungata nel tempo mediante la proroga del provvedimento di
commissariamento; azione tesa a far estromettere dall' azione di governo
del Consorzio gli organi ordinari, concentrando tutti i poteri in capo
al Presidente/Commissario, che dopo aver assunto su di sé tutti i poteri
di governo e senza avere alcuna forma di controllo interno, avrebbe
realizzato condotte delittuose come quelle riguardanti la vicenda sopra
descritta (inerente lo scarico così detto "direttamente a mare");
d: Ulteriore vicenda: il Commissario straordinario del COSIB, già
Presidente, in concorso con un membro del comitato direttivo. dell'
ente, induceva – nella prospettiva accusatoria avallata dal GIP - un
assicuratore termolese, erogante polizze sottoscritte dal COSIB per
45.000 euro di premio annui ed in carica come consigliere comunale di
maggioranza presso il Comune di Termoli, ad esprimere, senza alcuna
rappresentata motivazione, un voto diverso da quello della propria
rappresentanza politica nel corso della seduta di Consiglio comunale per
l'approvazione del rendiconto consuntivo per l'anno 2007, voto contrario
che, concorrendo con altri di pari tenore, faceva venir meno la
maggioranza politica .
dell'esecutivo e portava il sindaco pro tempore a rassegnare le
'dimissioni; il fatto è stato qualificato dalla Procura della Repubblica
e dal G.I.P. di Larino come concussione; il consigliere comunale
termolese - sempre nella prospettiva accusatoria -era indotto a tale
condotta pena il rischio della perdita o di un sensibile contenimento
dei suddetti rapporti contrattuali con il Consorzio; l'operazione era
peraltro realizzata - secondo gli inquirenti - in lesione di interessi
economici del COSIB;
e. Ulteriore aspetto. Secondo la Procura della Repubblica ed il
G.I.P. presso il Tribunale di Larino un funzionario dell'ARPA Molise
(Azienda Regionale Protezione Ambiente) rivelava al titolare della
società INSIDE s.r.1. l'esistenza di un'istruttoria in corso e la
pianificata ispezione di personale tecnico della medesima Agenzia
regionale; ispezione avente ad oggetto l'attività di spandimento dei
fanghi da depurazione; condotta tenuta dal funzionario pubblico al fine
di ottenere il supporto del titolare della INSIDE nella carriera del
funzionario medesimo; condotta qualificata come utilizzo di segreto
d'ufficio e di favoreggiamento.
A conclusione delle attività investigative il Nucleo Operativo Ecologico
dei Carabinieri di Campobasso aveva deferito all'Autorità Giudiziaria
numerose persone ritenute responsabili, a vario titolo, dì diversi
reati.
Il 12 agosto scorso il P.M. presso il Tribunale di Larino formulava
richiesta di applicazione di misure cautelari per dieci indagati e
richiesta dì sequestro preventivo per lo stabilimento CONIV s.p.a. e per
due laboratori dì analisi chimico fisiche, uno di Campobasso ed uno di
Chieti; il GIP presso il Tribunale di Larino, accogliendo totalmente le
richieste del P.M. (salva una divergenza circa la graduazione di una
delle misure personali), emetteva le seguenti misure cautelari, per i
reati sopra citati:
- dieci misure cautelari personali, di cui quattro consistenti nella
custodia in carcere, tre negli arresti domiciliari, due nel divieto di
dimora nella Regione Molise ed una nell'obbligo di presentazione alla
Polizia Giudiziaria;
- il sequestro di un impianto di depurazione (CONIV di Montenero di
Bisaccia) e di due laboratori di analisi chimico fisiche in Campobasso e
Chieti. Le modalità esecutive del sequestro dell'impianto CONIV saranno
tali da consentire il completo utilizzo dell'impianto medesimo senza
incidere in alcun modo sulle sue funzioni, legate alla salute pubblica;
unica rilevante modalità esecutiva volta a scongiurare la prosecuzione
di condotte di reato sarà l'inibizione della destinazione verso, terreni
agricoli dei fanghi in quella sede prodotti.
Esecuzione intrapresa nella mattinata del 6.12.10.
Le persone indagate menzionate nell'ordinanza del GIP presso il
Tribunale di Larino sono in tutto diciotto.
La formulazione dei reati contestati ha trovato principale supporto in
attività di Polizia.
Giudiziaria di tipo tradizionale, consistente per lo più in acquisizione
di documentazione (più atti amministrativi dalla cui osservazione già
emergeva la contrarietà dei medesimi alla normativa di settore),
sopraluoghi, accessi ed appostamenti; tale attività è stata, per parte
del periodo investigativo, supportata da attività di intercettazioni;
ulteriore riscontro agli accertamenti dei NOE è venuto da specifica
consulenza tecnica stilla linea produttiva dei fanghi presse) l'impianto
gestito dalla CONIV s.p.a e sulla loro non spandibilità su terreni
agricoli. |