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(AOG.M) - Sei rinvii a giudizio per l’inchiesta Turbogas. Il 13
ottobre prossimo comincerà il processo per Gianfranco Vitagliano,
assessore regionale; Remo Di Giandomenico già Sindaco di Termoli,
Consigliere Regionale e Deputato; Pino Gallo, ex Sindaco di Portocannone
e Consigliere Regionale; Massimo Orlandi, Amministratore Delegato di
Sorgenia; Franco Tomei, consigliere comunale di Guglionesi; Domenico
Rispoli, ex Sindaco di Portocannone. Escono invece definitivamente
dall’inchiesta Alberto Montano, ex Sindaco di Termoli, Annamaria Perla,
Paoletti e Barone, in quanto il Gup Enzo Turco ha decretato per essi il
“Non luogo a procedere".
L’accusa per Vitagliano, Pino Gallo, Franco Tomei e Domenico Rispoli è
di concussione.
Mentre per Remo Di Giandomenico e Massimo Orlando dovranno rispondere di
corruzione.
Grande soddisfazione è stata espressa da Gianfranco Vitagliano – fatto
oggetto di una persistente e odiosa “gogna mediatica” per lungo tempo-
perché è stato dichiarato il “non luogo a procedere perché il fatto non
sussiste” per 3 dei 4 capi di imputazione che gli venivano contestati.
Anche per Remo Di Giandomenico è caduta l’accusa di abuso di ufficio per
uno dei due episodi per i quali era indagato. Mentre, rimane in piedi
l’accusa di corruzione per l’episodio che riguarda lui e
l’amministratore delegato di Sorgenia, Massimo Orlandi e relativo a uno
stage che sua figlia Maria Vita fece a Parigi e che (stando a un
documento sequestrato dalle forze dell’ordine e allegato agli atti
dell’indagine) venne finanziato da Sorgenia con un provvedimento firmato
proprio da Orlandi in cui si comunicava la decisione di dare alla
giovane studentessa un finanziamento di mille euro al mese per tre anni,
dall’ottobre 2004 all’ottobre 2007. Il Giudice ha riconosciuto la
fondatezza del reato ascritto, soprattutto perché Di Giandomenico, in
cambio del soggiorno parigino pagato alla figlia, avrebbe influenzato
una decisione dei consiglieri comunali perché ritirassero una mozione in
cui si chiedeva il blocco della procedura autorizzativa per la
costruzione della centrale Turbogas. Ma, anche per tale atto di accusa,
Remo Di Giandomenico, in una nota, ha rigettato con sdegno tale
interpretazione dei fatti. |
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