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Noi
pensavamo fosse uno scherzo dei veneziani, esperti, come noto, nelle
faccende del carnevale. Invece è tutto vero: quest’anno Campobasso
salterà il periodo quaresimale e le mascherate si protrarranno sino al 7
giugno, data stabilita per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Tre
giorni fa Moby Dick, detto Gino Di Bartolomeo, ha presentato la propria
candidatura nel corso di quella che sembrava più una serata dell’Oktoberfest
che una riunione politica. Presente, tra gli altri, un altro cetaceo, un
capodoglio, quello più grande, dell’acquario molisano: Charlie Brown,
protagonista di un ingresso in sala degno di Angela Fusco quando, ai
funerali e alle processioni, fa la caricatura di Wanda Osiris. Le
prossime elezioni amministrative stanno diventando, a Campobasso, come
la vetrina di una drogheria, dove tutto è esposto alla rinfusa,
mescolando mandarini e salami, acciughe salate e pasta a tubetti, banane
e baccalà. Qualcosa entra e qualcosa esce, come dal droghiere. E’ uscito
di scena, ad esempio, Paolo Di Laura Frescura, fino a ieri fidanzatino
ufficiale del centrodestra (et ultra), sbucato improvviso come un fungo
nel fresco sottobosco molisano e immediatamente trasformato in fungo
secco, buono per il sugo e la polenta, da quel gran cuciniere che è
Michele Iorio. Va segnalata infine, nella vetrina del droghiere, una
primizia assoluta, Adriana Izzi, una signora della società civile che,
quanto ad essere primizia, sia detto absit iniuria verbis, è veramente
fuori stagione. |