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Le vie nascoste, tracce di Italia remota" di Antonio Mocciola

19-01-2012
 

Il convincente successo del giornalista e scrittore Antonio Mocciola col suo ultimo libro “LE VIE NASCOSTE Tracce di Italia remota”, pubblicato da Giammarino Editore, , ha fatto scattare l’idea del meeting culturale a Isernia, padroni di casa Maurizio Vitiello e Amerigo Iannacone.

Scheda sull’autore:
Antonio Mocciola è nato a Napoli nel 1973. Dopo gli studi classici e giuridici diventa giornalista pubblicista e collabora con il magazine meridionalista "Il Brigante", di cui attualmente è capo-redattore.
Interessato alla musica e allo spettacolo, cura i booklet dei più recenti cd di Giuni Russo e del dvd di Franco Battiato dedicato alla cantante, che contiene il monologo teatrale scritto dallo stesso Mocciola con M. A Sisini e portato in scena da Piera Degli Esposti.
Nel 2006 esordisce nel panorama letterario pubblicando la raccolta di racconti "Quattordici tracce di amore disperso", che vince la rassegna "La Libreria degli Inediti". Nel 2008 pubblica con la Montag Edizioni "La sottrazione", naturale prosecuzione del lavoro precedente.
Nel frattempo scrive e conduce per due anni una trasmissione radiofonica su Radio Studio Emme e per tre anni una televisiva su Sky con Renè Bonante.

Scheda sull’editore:
La Giammarino Editore è stata fondata nel 2010 da Gino Giammarino, che è anche editore e ideatore de “Il Brigante”, una delle più autorevoli voci del meridionalismo www.ilbrigante.it
Assolutamente da leggere per comprendere il nostro passato, le nostre radici, i nostri trascorsi, le cadute e il nostro futuro rilancio.

Scheda sul libro:
Con “LE VIE NASCOSTE Tracce di Italia remota”, arriva la prima guida dei paesi abbandonati d’Italia. Un viaggio insolito, tra borghi cancellati e immobili da decenni, spesso da secoli. Archeologia moderna mai esplorata, mai descritta e mai studiata abbastanza. Questo libro, ricolmai un vuoto e regala inedite emozioni. Antonio Mocciola, giornalista e appassionato del Belpaese, ci porta per mano attraverso luoghi sconosciuti e disabitati, dai nomi arcaici (Craco, Buonanotte, Romagnano al Monte, San Pietro Infine, Argentiera, Stramentizzo, Nardodipace) e abbandonati dall’uomo. Ventuno “Pompei del Novecento”, scrigni di tesori inesplorati, al termine di strade impervie e spesso desolate. Un’Italia diversa, persa nel buio della storia. Una storia da rileggere, da riscoprire, da amare. L’Italia semisconosciuta ritorna alla ribalta.


Antonio Mocciola, pubblicista e appassionato del Belpaese, ci porta per mano.
Un’Italia diversa, persa nel buio della storia; una storia da rileggere, da riscoprire, da amare; insomma, Antonio Mocciola ha fatto il colpo..
L’operazione di Antonio Mocciola è un’iniziativa apprezzabilissima e un‘operazione che punta al fuoco del ricordo, ma anche a possibili recuperi.
Mocciola farà strada, tanta strada; tocca a lui e a tanti come lui, lucidi e agiti, afferrare il senso del futuro con la coscienza filtrata dalla memoria con tutte le sue facce variegate, disinibite e omnicomprensive.

Hanno scritto, tra gli altri:
In questo affascinante libro di testi e foto finalmente Mocciola mette insieme i tasselli della “sua Italia”: vecchi borghi che, pur senza l’uomo, sono ancora erti in una loro fiera solitudine, mete di un turismo eccentrico e un po’ snob (Massimiliano Palmese, La Repubblica - Napoli)
Le vie nascoste percorse da Antonio Mocciola sono tante e tutte suggestive (Federico Taddia, La Stampa)
Un viaggio straordinario che accende la fantasia, lascia stupefatti e al tempo stesso spinge alla riflessione (Paolo Cacace, Il Messaggero)
Mocciola ci accompagna in un viaggio appassionante, insolito, in un Italia diversa che si perde nel buio della storia. Paesi traditi, spariti, città del silenzio. (Gioconda Marinelli, Il Mattino)
Antonio Mocciola sfida una “congiura del silenzio” purtroppo esistente da sempre e guida i lettori in una nuova dimensione incantandoli con un viaggio fantastico verso luoghi ignoti. (Marina Ciccarelli, Il Roma)
Con la sua scrittura descrittiva e poetica al tempo stesso, Mocciola conduce per mano in giro per la Penisola alla ricerca di paesi e borghi abbandonati da non troppo tempo: le Pompei del ‘900 (Marco Perillo, Il Corriere del Mezzogiorno).
Novello Virgilio, Mocciola guida il lettore in un viaggio di scoperta che ha il sapore d’altri tempi, alla ricerca di luoghi dimenticati (Carmen Di Peso, Il Mondo di Suk)
L’operazione di Antonio Mocciola è un’iniziativa apprezzabilissima e un’operazione che punta al fuoco del ricordo, ma anche a possibili recuperi (Maurizio Vitiello, Positanonews)
Diario in doglianza e incanto per italici borghi sopraffatti ad incuria, disaffezione, abbandono (Alessandro Toppi, Arteatro)
Un libro che diventa una grande emozione per chi lo legge (Sandro Maiorella, La Gazzetta del Mezzogiorno)
E’ l’eco di un mondo in disfacimento ad affascinare lo scrittore al punto tale da desiderare che esso rimanga inalterato quale testimonianza di un passato da preservare a tutti i costi (Monica Florio, Avanti!)
Ventuno borghi che sanno di stordimento esistenziale, nel senso reale del termine, perché ogni punto scoperto da Mocciola porta struggimento (Nunzio Festa, Il Quotidiano)
Un agile volumetto che da’ voce ai paesi abbandonati (Michela Colombo, Bellitalia)

 

 

 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 
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