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Il convincente successo del giornalista e scrittore Antonio Mocciola col
suo ultimo libro “LE VIE NASCOSTE Tracce di Italia remota”, pubblicato
da Giammarino Editore, , ha fatto scattare l’idea del meeting culturale
a Isernia, padroni di casa Maurizio Vitiello e Amerigo Iannacone.
Scheda sull’autore:
Antonio Mocciola è nato a Napoli nel 1973. Dopo gli studi classici e
giuridici diventa giornalista pubblicista e collabora con il magazine
meridionalista "Il Brigante", di cui attualmente è capo-redattore.
Interessato alla musica e allo spettacolo, cura i booklet dei più
recenti cd di Giuni Russo e del dvd di Franco Battiato dedicato alla
cantante, che contiene il monologo teatrale scritto dallo stesso
Mocciola con M. A Sisini e portato in scena da Piera Degli Esposti.
Nel 2006 esordisce nel panorama letterario pubblicando la raccolta di
racconti "Quattordici tracce di amore disperso", che vince la rassegna
"La Libreria degli Inediti". Nel 2008 pubblica con la Montag Edizioni
"La sottrazione", naturale prosecuzione del lavoro precedente.
Nel frattempo scrive e conduce per due anni una trasmissione radiofonica
su Radio Studio Emme e per tre anni una televisiva su Sky con Renè
Bonante.
Scheda sull’editore:
La Giammarino Editore è stata fondata nel 2010 da Gino Giammarino, che è
anche editore e ideatore de “Il Brigante”, una delle più autorevoli voci
del meridionalismo www.ilbrigante.it
Assolutamente da leggere per comprendere il nostro passato, le nostre
radici, i nostri trascorsi, le cadute e il nostro futuro rilancio.
Scheda sul libro:
Con “LE VIE NASCOSTE Tracce di Italia remota”, arriva la prima guida dei
paesi abbandonati d’Italia. Un viaggio insolito, tra borghi cancellati e
immobili da decenni, spesso da secoli. Archeologia moderna mai
esplorata, mai descritta e mai studiata abbastanza. Questo libro,
ricolmai un vuoto e regala inedite emozioni. Antonio Mocciola,
giornalista e appassionato del Belpaese, ci porta per mano attraverso
luoghi sconosciuti e disabitati, dai nomi arcaici (Craco, Buonanotte,
Romagnano al Monte, San Pietro Infine, Argentiera, Stramentizzo,
Nardodipace) e abbandonati dall’uomo. Ventuno “Pompei del Novecento”,
scrigni di tesori inesplorati, al termine di strade impervie e spesso
desolate. Un’Italia diversa, persa nel buio della storia. Una storia da
rileggere, da riscoprire, da amare. L’Italia semisconosciuta ritorna
alla ribalta.
Antonio Mocciola, pubblicista e appassionato del Belpaese, ci porta per
mano.
Un’Italia diversa, persa nel buio della storia; una storia da rileggere,
da riscoprire, da amare; insomma, Antonio Mocciola ha fatto il colpo..
L’operazione di Antonio Mocciola è un’iniziativa apprezzabilissima e
un‘operazione che punta al fuoco del ricordo, ma anche a possibili
recuperi.
Mocciola farà strada, tanta strada; tocca a lui e a tanti come lui,
lucidi e agiti, afferrare il senso del futuro con la coscienza filtrata
dalla memoria con tutte le sue facce variegate, disinibite e
omnicomprensive.
Hanno scritto, tra gli altri:
In questo affascinante libro di testi e foto finalmente Mocciola mette
insieme i tasselli della “sua Italia”: vecchi borghi che, pur senza
l’uomo, sono ancora erti in una loro fiera solitudine, mete di un
turismo eccentrico e un po’ snob (Massimiliano Palmese, La Repubblica -
Napoli)
Le vie nascoste percorse da Antonio Mocciola sono tante e tutte
suggestive (Federico Taddia, La Stampa)
Un viaggio straordinario che accende la fantasia, lascia stupefatti e al
tempo stesso spinge alla riflessione (Paolo Cacace, Il Messaggero)
Mocciola ci accompagna in un viaggio appassionante, insolito, in un
Italia diversa che si perde nel buio della storia. Paesi traditi,
spariti, città del silenzio. (Gioconda Marinelli, Il Mattino)
Antonio Mocciola sfida una “congiura del silenzio” purtroppo esistente
da sempre e guida i lettori in una nuova dimensione incantandoli con un
viaggio fantastico verso luoghi ignoti. (Marina Ciccarelli, Il Roma)
Con la sua scrittura descrittiva e poetica al tempo stesso, Mocciola
conduce per mano in giro per la Penisola alla ricerca di paesi e borghi
abbandonati da non troppo tempo: le Pompei del ‘900 (Marco Perillo, Il
Corriere del Mezzogiorno).
Novello Virgilio, Mocciola guida il lettore in un viaggio di scoperta
che ha il sapore d’altri tempi, alla ricerca di luoghi dimenticati
(Carmen Di Peso, Il Mondo di Suk)
L’operazione di Antonio Mocciola è un’iniziativa apprezzabilissima e
un’operazione che punta al fuoco del ricordo, ma anche a possibili
recuperi (Maurizio Vitiello, Positanonews)
Diario in doglianza e incanto per italici borghi sopraffatti ad incuria,
disaffezione, abbandono (Alessandro Toppi, Arteatro)
Un libro che diventa una grande emozione per chi lo legge (Sandro
Maiorella, La Gazzetta del Mezzogiorno)
E’ l’eco di un mondo in disfacimento ad affascinare lo scrittore al
punto tale da desiderare che esso rimanga inalterato quale testimonianza
di un passato da preservare a tutti i costi (Monica Florio, Avanti!)
Ventuno borghi che sanno di stordimento esistenziale, nel senso reale
del termine, perché ogni punto scoperto da Mocciola porta struggimento
(Nunzio Festa, Il Quotidiano)
Un agile volumetto che da’ voce ai paesi abbandonati (Michela Colombo,
Bellitalia) |