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In
agosto, non è lecito andare in vacanza e “nessun dorma” nel piccolo e
battagliero Comune di San Giovanni in Galdo, alle porte del Capoluogo di
Regione. Scoppiettante ed assordante giunge oggi la comunicazione della
Prefettura di Campobasso, dopo lunghissimi mesi di “letargo”
istituzionale: il popolo di San Giovanni è chiamato, domenica 26 e
lunedi 27 settembre prossimi, alle urne per eleggere il Sindaco del
Comune.
Come si ricorderà, nelle elezioni del 6-7 giugno 2009 per il rinnovo
delle elezioni al Comune di San Giovanni in Galdo, non ci fu un
vincitore, giacchè il Sindaco uscente Eugenio Fiorilli ottenne gli
stessi voti dello sfidante Mario Piunno, caso più unico che raro nel
panorama politico. In questi casi è previsto il ballottaggio e cioè
un’altra chiamata alle urne perché i cittadini elettori avessero, in
brevissimo tempo, la nuova amministrazione.
Senonchè, il risultato sembrò stretto al Sindaco uscente, perché, da
notizie raccolte vi erano state quattro cinque schede annullate che
andavano regolarmente attribuite alla sua lista. Da qui, l’immediato
ricorso al TAR per il Molise senza aspettare l’esito del ballottaggio,
sul presupposto che la “lesione” dell’interesse era immediata. Il TAR
per il Molise (Giaccardi Presidente) accolse tale tesi, rivide le schede
annullate ed assegnò ben 4 voti a Fiorilli e alla sua lista. A sostegno
della sentenza, lo stesso Giaccardi sosteneva che questo Tribunale (con
lui Presidente) aveva seguito sempre tale orientamento.
Ma Piunno e i suoi amici, evidentemente ben consigliati dai
patrocinatori, ricorse al Consiglio di Stato. Giorgio Giaccardi e i suoi
colleghi ebbero la mortificazione si sentirsi dire dal massimo organo di
Giustizia Amministrativa, che “avevano sempre sbagliato”. E’ dal lontano
2000, infatti, che il TAR per il Molise, nell’annullare le elezioni
regionali, vincolò il suo orientamento, sposato in pieno dal Consiglio
di Stato ed ormai dalla dottrina prevalente e univoca che il tutto si
gioca a “bocce ferme” e i termini del ricorso elettorale cominciano a
decorrere dalla proclamazione degli eletti e non prima. E questo anche
nel caso che si debba impugnare l’ammissione o l’esclusione di una lista
“illegittima” dalla competizione elettorale.
Quindi, palla al centro: il Consiglio di Stato, nel gennaio 2010 annullò
la sentenza del TAR per il Molise e, di fatto, rimise alle autorità
amministrative (prima fra tutte il Prefetto di Campobasso) l’incombenza
prima di assicurare l’attività amministrativa del Comune attraverso la
nomina di un Commissario Prefettizio e poi di indire le nuove elezioni.
Il 29 gennaio 2010 il decreto del Prefetto di Campobasso, di nomina di
commissario del Vice Prefetto Aggiunto, dott. Marco D’Avino; oggi il
decreto per le nuove elezioni. Giudizi “bipartisan” lusinghieri sul
lavoro dello stesso Commissario sono stati espressi dalla popolazione. |