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Il cronista, giorno dopo giorno, agita il lamento con manate di parole
ormai senza ordine convenzionale, addirittura invocando l’eutanasia di
questa Regione, per riaccorparla ad altre.
Il Molise, fortemente voluto, disegnato, ridisegnato, curato con amore
per i bisogni di un popolo che, per quanto circoscritto, ha da sempre
saputo raccontare se stesso con fierezza e dignità, è messo in
discussione.
In questi nostri anni, sempre più bilicati e divaricati, i tempi non ci
lasciano più tempo e il buco in cui ci sono i problemi che cadono
dentro, ingigantisce senza ritegno.
E’ convincimento diffuso ormai che il nostro sistema regionale opera in
equilibrio di sottosviluppo, in un clima di diffusa stanchezza e di
crescita rallentata, dove la polivalenza di intenzioni, istanze e
bisogni è entrata nel ciclo calante, avviluppata in una crisi sociale,
nel dissesto economico, nella confusione politica. Abbiamo bisogno di
attingere alla vivida genialità, alla freschezza delle idee, alla voglia
di ricostruire una Regione a misura d’uomo e quindi di porci alla
ricerca dello scoccare dei ritmi del tempo passato. Ritmi segnati, come
pietre miliari della nostra storia di molisani, dai Padri della Regione
Molise; da chi, cioè ideava e sognava, si disperava e faceva, progettava
e costruiva, quasi sempre con molta modestia, il disegno di una Regione
e di un popolo che fossero anche espressione geografica ma capaci di
innervarsi nel tessuto organico e progredito dell’Italia che conta.
Quello scoccare dei ritmi del tempo passato ha prodotto un improvviso e
inesorabile colpo di gong e che si rincorre negli ultrasuoni della
memoria, inducendo i testimoni a trascrivere lo spartito degli autori,
affinché questo bacillo del passato possa rimettersi in circolo nei
molisani d’oggi e soprattutto in quella che è rimasta come classe
dirigente politica cui sono affidate le sorti del Molise.
Lo spartito ha Autori ragguardevoli e ciascuno merita di essere
rivisitato, per dare un nome alle Fondovalli che hanno tolto il Molise
dall’isolamento; all’opera grandiosa del viadotto del Liscione, alla
FIAT e ai Nuclei Industriali; all’Università del Molise; alla Corte di
Appello; all’Università Cattolica; alla Provincia d’Isernia e quindi
ripercorrere quelle tappe che hanno fatto del Molise una Regione
potenzialmente vivibile e progredita.
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l'articolo ed il memoriale dell'on. Vittorino Monte] |
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